I volontari per vivere su Marte, viaggio senza ritorno

Il senso di ogni ambientalista, ecologista e conservazionista è quello di difendere la vita fino all’ultimo battito. La vita è un privilegio, ma è anche una missione che la natura ci designa. Ogni specie, ha una ragion d’essere o un ruolo da svolgere, un compito da fare. Il dono della vita che ha una specie, non è quello di sterminare un altra specie. Le condizioni del pianeta vennero fissati per vivere tutti in perfetto equilibrio. Equilibrio che gli esseri umani abbiamo rotto e siamo ora alla vigilia di perdere il paradiso. L’eden di Adamo ed Eva. La razza umana per sopravvivere necessita ora di un piano B. L’arca di Noè del XXI secolo devrebbe essere sollevata per raggiungere la nuova terra ferma.

La proposta di colonizzare un altro pianeta, è stata la motivazione principale delle agenzie spaziali, l’iniziativa, che dal punto di vista scientifico deve essere accelerata a causa della chiara tendenza della sovrappopolazione della nostra specie e l’esaurimento delle risorse. La questione ha nuovamente preso di recente con la proposta dei giovani scienziati Schulze-Makuch e Paul Davies, University of Arizona, dove sostengono che la colonizzazione di Marte potrebbe essere più rapida e meno costosa se ​​ gli astronauti cominciano a comportarsi come i primi conquistatori come quelli che sono arrivati ​​sul suolo americano: senza chiedere il loro ritorno a casa. “L’obiettivo principale è quello di cominciare a spostare l’esplorazione di Marte”, così si  esprimono questi scienziati, nell’interesse di accelerare la ricerca di un nuovo pianeta di fronte a qualsiasi catastrofe sulla Terra. La strategia iniziale -perché ciò avvenga nei prossimi dieci anni-, è quella di proporre di inviare inizialmente due squadre di persone a bordo di navi diverse per aprire gli accampamenti e poi iniziare a ricevere regolarmente altri coloni con il cibo. Così, non portando combustibile e ulteriori disposizioni per i ritorni, si ridurrebbe le spese di viaggio del 80%. Il pianeta Marte è il più promettente per supportare una colonizzazione continua, dal momento che per molti aspetti è simile alla Terra.

Il successo della proposta di Davies e Schulze-Makuch dipende dal compiere rigorosamente, tre fasi:

  1. la scelta accurata del luogo di atterraggio, utilizzando tutti i dati delle missioni attuali e future verso il Pianeta Rosso;
  2. lo stabilimento preliminare di una base disabitata, ma con le risorse necessarie per sostenere la vita umana; e
  3. l’invio di astronauti pronti per eseguire un viaggio sola andata,  senza alcuna speranza di ritornare sulla Terra.

Gli scienziati  suggeriscono che la selezione del primo equipaggio devono essere coloni che abbiano superato l’età riproduttiva e che la loro aspettativa di vita siano al di sotto 20 anni. Inoltre, una volta arrivati ​​alla base, il loro lavoro non sarebbe molto diverso come quelli effettuati dai primi conquistatori dalla America, ma con risorse e strumenti più sofisticati. Arricchire il terreno per renderlo adatto alla coltivazione, costruire rifugi per i futuri coloni e se stessi, raccogliere i materiali necessari per espandere la colonia e per sviluppare la sua propria biosfera, un ambiente in grado di sfruttare le risorse del pianeta per la propria sopravvivenza. I primi astronauti, inoltre, avranno ricevuto un training intensivo sia fisicamente che psicologicamente prima di intraprendere la sua missione, e avranno, una volta lì, costante contatto con la Terra attraverso la mail, radio e conferenza video. Infine, Davies e Schulze-Makuch sottolineano che, nell’era della comunicazione, questi primi coloni marziani saranno “più connessi a casa che i primi esploratori dell’Antartide“.

Sotto queste ipotesi, l’ONG Azul Ambientalistas, ha proposto una iniziativa globale alla ricerca di questi volontari o neocoloni. In principio, per attirare l’attenzione su vari problemi ambientali che affliggono il pianeta attualmente, e come un secondo ordine, indagare, fino a che punto, ci sono veramente volontari disposti a vivere in un accampamento dello spazio, l’ultima tappa della vita. La registrazione per le nomination saranno aperte fino al 31 dicembre 2012. Gli elenchi di persone che si offrono come volontari verranno inviati alle varie agenzie spaziali che stanno lavorando sulla proposta dei viaggi interplanetari, il tutto nell’interesse di sostenere il progresso di queste missioni.

voluntariosparavivirenmarte@gmail.com,  è la mail per  applicare.

Lenin Cardozo | ANCA24 – Hugo E. Méndez U. | ANCA24 Italia

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108 risposte a I volontari per vivere su Marte, viaggio senza ritorno

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