Nel 2010 la natura perde il primo decennio del XXI secolo

Il prossimo Vertice sulla Terra di Rio+20, ufficialmente chiamato Conferenza di Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, si svolgerà dal 20 al 22 Giugno 2012 a Rio de Janeiro, Brasile. Questo vertice è un nuovo sforzo delle Nazioni Unite all’inizio del millennio per avanzare sull’impegno degli Stati e della comunità mondiale nei grandi cambiamenti di questo XXI secolo. Si svolgerà vent’anni dopo il primo vertice storico a Rio de Janeiro nel 1992 e dieci anni dopo di quello a Johannesburg nel 2002.

Nel bilancio di questi primi 10 anni del millennio, la questione ambientale evidenzia molteplici sforzi e accordi dichiarativi realizzati dalle Nazioni Unite e  poche o nessune azioni ulteriori degli stessi paesi convocati per fermare l’assalto feroce che oggi viola alla natura. Di seguito si sottolineano i fatti più noti di questo decennio perduto.

Cambiamenti climatici e il Club degli inquinatori

19 Vertici per affrontare il Cambiamento Climatico. Vertice di Río de Janeiro  nel giugno1992,  Vertice di Berlín nel  marzo-aprile  1995,  Vertice di Ginebra nel luglio 1996,Vertice di Kioto nel  diciembre 1997,  Vertice di Bonn nel octubre-noviembre 1999,  Vertice di  La Haya nel  novembre de 2000, Vertice di Trieste nel marzo 2001, Vertice di Marrakech nel novembre 2001, Vertice di Johannesburg nell’agosto del 2002, Vertice di New Delhi nel novembre 2002, Vertice di Milano nel novembre 2003, Vertice di Buenos Aires nel novembre 2004, Vertice di Canada nel dicembre 2005, Vertice di Nairobi nel novembre 2006, Vertice di Bali nel dicembre 2007, Vertice di Polonia nel dicembre 2008, Vertice di Copenaghen nel dicembre 2009 e Vertice di Cancún nel novembre 2010. Nonostante questo significativo numero di Vertici, dove il cambiamento climatico era una “scomoda verità”, il club dei paesi inquinatori, “efficientemente”, si è riusciuto a mettersi d’accordo, ma solo tra di loro, per bloccare tutte le iniziative mondiali  e non permettere di avanzare alcuna risoluzione vincolante e coordinata contro il riscaldamento globale.

Il decennio della impunità ambientale

L’inquinamento delle acque da petrolio, mercurio e sostanze tossiche negli ultimi anni, anche con la scoperta delle nuove tecnologie, fu terribilmente sproporzionato rispetto ai decenni precedenti. Dove oltre i mari e laghi, più della metà dei fiumi del mondo sono contaminati. Il versamento nel Golfo del Messico, si constata come la più grande tragedia ambientale della storia. Centinaia di versamenti di grandi magnitudini si sono verificati in tutto il mondo in questo decennio e non c’è stato nessun tribunale internazionale per giudicare i responsabili di questo genocidio ambientale. L’amministrazione della giustizia per gli inquinanti non esiste. Questi dieci anni saranno ricordati come il decennio dell’impunità ambientale.

Le catastrofi naturali

La natura ci ritornò in dietro, con eccesso, tante punizioni ricevute in questo decennio, almeno ogni anno 250 milioni di persone sono state colpite da catastrofi naturali. Noi soffriamo avvenimenti unici nella sua magnitudine, come il tsunami in Indonesia nel 2004, 8,9 gradi della scala Richter con epicentro di fronte all’isola indonesiana di Sumatra, il più grande tsunami della storia provocando 226.408 morti in dodici paesi rivieraschi dell’Oceano Indiano,  nel 2006 il tsunami dell’isola indonesiana di Java, ha lasciando circa un migliaio di morti e 110.000 sfollati, 7,7 gradi di magnitudine, nel 2007 il tsunami nelle Isole Salomone, causato da due terremoti, uno di 8,1 gradi della scala Richter seguita da un altro 7,6 gradi, con più di 100 morti e oltre 5.409 sfollati.

Viviamo agghiaccianti inondazioni come quella  nel 2000 in Mozambico, le quale hanno lasciato come risultato 5.000.000 di persone colpite, tra il 2001 e il 2006, il mondo è stato testimone delle massicce inondazioni in Vietnam, Laos, Cambogia, Malesia e Thailandia, come nel 2007 negli stati di Tabasco e Veracruz, in Messico con oltre 25 mila evacuati. Pakistan, India, Russia e Centro America, hanno sofferto nel 2008 gravi inondazioni con perdite di centinaia di vite umane e migliaia di sfollati. Uruguay e Brasile hanno mostrato significative movimenti di sfollati dalle inondazioni nel 2009, la fine del 2010 nel nord della Colombia e Venezuela le inondazioni spostarono ad oltre un milione di persone.

Uragani come il Julitt nel 2001, Isidoro e Kenna nel 2002, Charley, Frances, Ivan e Jeanne nel 2004, Wilman, Katrina, Junior, Emili e Stan nel 2005, che si diffusero il terrore nei Caraibi e sismi come il Aceh in Indonesia nel 2004 con 230.000 morti di 9,5 gradi, Pakistan, Kashmir nel 2005 con 73.275 morti di 7,6 gradi, L’Aquila in Italia nel 2007 di 6,3 gradi, Sichuan in Cina nel 2008 con 87,587 morti di 7,9 gradi, Piscu in Perù nel 2009 di 7,9 gradi, in Haiti con 250.000 morti di 7 gradi e Cile di 8 gradi sulla scala Richter nel 2010, tra l’altro l’asse terrestre è cambiato dovuto a quest’ultimo terremoto. Secondo gli scienziati questo sismo ha  ridotto leggermente la durata del giorno e ha  spostato l’asse terrestre di otto centimetri. Si stima che potrebbe essere accorciato la la durata di ogni giorno di 1,26 microsecondi sulla Terra.

I paesi inquinanti, che non conformi con tutte le emissioni di CO2 della sua flotta di veicoli e le fabbriche alimentate dal carburante da combustibile fossile, inviano all’atmosfera; si hanno dedicato alla sperimentazione di nuove tecnologie nucleari negli Oceani, producendo disturbi sismici. Così, come molti esperimenti segreti condotti nella troposfera, che ha anche portato a disordini nelle dinamiche del clima del pianeta.

Crisi alimentare e biocarburanti

Appare nel mercato internazionale la tecnologia dei biocarburanti, e inizia così lo spostamento di terreni utilizzati per la produzione alimentare,  a terreni per piantare le piante con proprietà biocarburanti. Le regole del mercato della domanda e dell’offerta vengono imposte, perche è più redditizio produrre una tonnellata di biocarburanti, che  una tonnellata di patate o riso. Eppure, quando è in gioco le vite di milioni di persone, a causa di fame, che ogni giorno tendono ad essere di più nei continenti di Asia, Africa e America. In questo decennio si sono create le condizioni,  che gli scienziati Agroalimentari hanno chiamato “tsunami silenzioso”, che è nient’altro che la previsione di una severa inflazione per alimenti a livello internazionale prodotto della sua crescente scarsità, abbinato con la siccità o inondazioni di terre fertili dai cambiamenti climatici. Questo profila, affrontare il nuovo decennio con carestia senza precedenti nei paesi poveri, che saranno impotenti contro questo nuovo fenomeno.

Acqua potabile

I conflitti per il  controllo oltre i fiumi, laghi e falde acquifere, si fanno presenti in questo decennio. Milioni di persone sono morte in tutto il mondo, dovuto alla mancanza di acqua potabile. A questa realtà, si unì gli effetti del cambiamento climatico che ha iniziato un un accelerato scongelamento dei ghiacciai, con cui  si perde anche la possibilità di avere acqua potabile a futuro, perché essa va al mare e si inquina. Le tecnologie di dissalazione quella che trasforma l’acqua di mare in acqua potabile, in termini di una soluzione di massa, non è disponibile nei paesi poveri. Secondo le previsioni scientifiche, per questo nuovo decennio, si produrrà una diminuzione della  precipitazione. E quando essa si producono, saranno seguite e concentrate, in forme molto più violenta e le siccità saranno più intense. Tutto indica che le nazioni con capacità militari sono  preparate per il prossimo decennio per “gestire” i grandi serbatoi di acqua potabile.

Biodiversità

Il XX secolo è culminato con 100 specie minacciate di estinzione, il primo decennio del XXI secolo sono stati inventariate 1.500 specie minacciate. La deforestazione amazzonica, che non ha mai cessato, nonostante le centinaia di proteste e sacrifici di molti ambientalisti, è stata una delle principali minacce che ha messo in pericolo una varietà di specie di flora e fauna. L’aggressiva caccia alle balene, delfini e il tonno è diminuita in proporzioni drammatiche quelle popolazioni. In Asia e in Africa, l’inventario delle specie in pericolo di estinzione era così grande come quello realizzato in Amazzonia. Anche quando l’ONU ha dichiarato il 2010 Anno della biodiversità nell’interesse di far conoscere l’importanza e la necessità di proteggere e conservare tutte le specie del pianeta, rimane visibile la poca volontà politica delle nazioni per pianificare azioni in questo questione vitale.

L’impegno ambientale per il nuovo decennio

Le vite di tutti coloro che abitano su questo pianeta è compromessa. Non è già la visione degli scienziati “pazzi”, annunciando eventi apocalittici, è il grido di milioni di persone colpite da catastrofi climatiche, la fame e la sete per mancanza di acqua potabile.Le prove sono schiaccianti, ci vuole una nuova direzione da una prospettiva ambiente e conservazionista, un nuovo ordine mondiale in grado di raggiungere accordi e impegni reali per frenare l’aggressione contro la natura e ci permetta di sopravvivere insieme nel nuovo millennio. Tuttavia, mentre gli accordi finiscono di arrivare,  se un giorno arrivano da vero, la difesa della propria vita e gli esseri intorno a noi, è nelle mani di ognuno di noi. Cosa facciamo per loro da oggi in poi sarà lo vero. Lo trascendente.

Speriamo che  nel prossimo  Vertice di Rio +20 non ripetiamo la stessa solita storia e finiamo con essere condannati inevitabilmente al fallimento.

C’è bisogno de imparare a prendersi cura del Pianeta Azzuro: l’unica nave spaziale che abbiamo.

Lenin Cardozo | ANCA24 – Hugo E. Méndez U. | ANCA24 Italia

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91 risposte a Nel 2010 la natura perde il primo decennio del XXI secolo

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