Le ultime sette foreste primarie

Nueva imagenIl mondo è un insieme e per capirlo, ci vuole pazienza, soprattutto per capire ciascuna delle sue particolarità, comprese, quelle  ecologiche. Pongo al lettore, questa lettura semplice sulle foreste primarie, sono sicuro che quando avrete finito di leggerelo, la vostra visione ambientalista avrà una altra dimensione.

Le Foreste –boschi-, precedentemente chiamate busch, parola di origine germanica, sono le tonalità verdastre del Pianeta visto dallo spazio. Lì dove il  verde è più scuro o intenso, ci sono le cosiddette foreste primarie. Questa densità significa che è una foresta intatta, in cui l’attività umane e industriali, non hanno, ancora, eroso abbastanza come per distruggere il loro carattere di  zona densa e originale.

Tali ecosistemi coprono il 10%  della superficie della terra, dimostrando di essere gli unici che ancora si conservano in ottime condizioni e grande abbastanza per garantire la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi, comprese le specie migratorie. Pertanto, nessun altro tipo di foreste hanno la richezza  biologica o l’importanza ecologica di questi biomi.

Tuttavia, le aree di foresta primaria sono stati diminuendo ogni volta di più nel mondo. Dal momento che l’intervento umano è stato esaurendo al punto, che secondo gli scienziati e le ONG ambientalisti, l’80% delle foreste di tutto il mondo sono già state distrutte. Il restante 20% è minacciato da varie cause, in primo luogo dal disboscamento o l’esplorazione di petrolio, miniere, costruzione di dighe, strade, espansione dell’agricoltura e dell’allevamento.

Attualmente, dei 1.400 milioni di ettari di foreste primarie in tutto il mondo, 6 milioni di ettari vengono persi o degradate ogni anno. Geograficamente, oltre il 75% delle foreste del mondo si trovano in quatro aree principali: Canada, Alaska, Russia, l’Amazzonia e la Guyane. Nel caso dell’Europa, rimane solo lo 0,3% della foresta originale in Svezia e Finlandia, in grandi aree ininterrotte.

1. Di queste foreste primarie, l’Amazzonia contiene la più grande biodiversità, con il 50% di tutte le specie di animali terrestri e piante, che dipendono da esso per sopravvivere.

Venti milioni di persone, tra cui molte popolazione indigen, vivono in Amazzonia. Anche se questo bioma si trova entro i confini delle frontiere del Brasile, questa foresta pluviale primaria si estende su paesi come la Guyana, Venezuela, Colombia, Suriname, Guyana Francese, Ecuador, Perù e Bolivia.

La Foresta Amazzonica, è grande come l’Europa occidentale o tutti gli Stati Uniti. Gli scienziati dicono che in questo ecosistema rimangono circa 60.000 specie di piante, 1.000 specie di uccelli e oltre 300 specie di mammiferi.

La foresta e il suo famoso fiume mantengono anche la vita a più di 2.000 specie di pesci d’acqua dolce e di mammiferi acquatici come il delfino rosa d’acqua dolce e la lontra gigante.

Solo nel Brasile, la foresta amazzonica è anche sede di 20 milioni di persone, tra cui, circa 180.000 amerindi e molti di più abitanti tradizionali della foresta di origini amerindi e portoghesi. Queste comunità dipendono dalla foresta per vivere. La foresta gli offre tutto, dal cibo e riparo, agli strumenti e la medicina.

2. Seguendo nel continente, le foreste primarie temperatedel Sud America che coprono le regioni del sud del Cile e dell’Argentina, rappresentano la più grande estensione di foresta pluviale temperata intatto in tutto il mondo. Ospita piante e animali unici di  questa zona. Come ad esempio il puma –Puma concolor–, leone di montagna, è un mammifero della famiglia Felidae, la rana Darwin, il cervo Pudu, la volpe Chilote o l’albero dell’Araucaria.

In questa foresta abitatano le comunità indigene come i Pehuenche,  della Valle di Quinquen in Cile, gli indiani Mapuche di Huitrapulli e altre comunità locali hanno sempre fatto affidamento sulla ricchezza naturale della foresta per la loro sussistenza.

3. Leforeste pluvialidell’Africa centrale, rappresentano anche alcune delle aree di maggior concentrazione di biodiversità in tutto il mondo.

Si estendono dalla pianura dell’Africa centrale, lungo il Camerun, Repubblica Centrafricana, Congo Brazzaville, Repubblica Democratica del Congo, Guinea Equatoriale e il Gabon. È la seconda Foresta primaria per dimensioni dopo la  Foresta Amazzonica e il luogo più riccho di biodiversità in Africa.

Nella Repubblica Democratica del Congo, la foresta accoglie a più di 1.000 specie di uccelli e oltre 400 specie di mammiferi, molti dei quali non si trovano in nessun altro luogo sulla Terra. Le foreste del bacino del Congo si accumulano l’8% di tutto il carbonio immagazzinato nelle foreste del pianeta, diventando così il più grande magazzino di carbonio in Africa e il quarto in tutto il mondo.

La foresta africana è la terra delle grandi scimmie, è di vitale importanza per la sopravvivenza del gorilla, lo scimpanzé e il bonobo, che sono strettamente dipendenti da queste foreste. Sono anche habitat del elefante della foresta, l’okapi.

Inoltre, circa 12 milioni di abitanti della foresta, tra i quali sono semi-nomadi tribù dei Pigmei Baka, sono direttamente dipendenti dalla foresta per la loro casa, la salute, il cibo e la sopravvivenza culturale e spirituale.

4. Altrettanto importante in termini di biodiversità, è la giungladelSud-Est asiatico, dove si trovano le foreste dell’Indonesia e della Papua Nuova Guinea e le isole vicine, che sono chiamate le Foreste del Paradiso. Ospiano a più di 500 specie di mammiferi, 1.600 specie di uccelli e circa 30.000 specie di piante superiori.

Sono il rifugio per le ultime popolazioni del quarto parente più prossimo dell’uomo, l’orangotango e il rinoceronte di Sumatra e Java.

Così, come la diversità culturale, per esempio, in Nuova Guinea ci sono più di 800 lingue, un terzo delle lingue parlate in tutto il mondo. Molte di queste culture dipendono dalle foreste per mantenere il loro stile di vita, come è stato per generazioni. Il suo futuro e delle foreste sono strettamente correlati.

5. Territorialmente parlando leforeste siberianetaiga, costituiscono il terzo orientale della Federazione Russa e copre più di 663 milioni di ettari, che rappresentano più di due terzi delle dimensioni degli Stati Uniti continentali. Vale a dire, è il più grande al mondo.

Le Foreste innevate della Russia Asiatica comprendono aree forestali primarie  intatte che vanno dal Mar Artico in Sakha nel nord-est, alla regione  subtropicale lungo i bacini dei fiumi Amur e Ussuri nel sud.

La foresta rappresenta il 45 per cento del territorio, e varia dalle foreste di tundra, a nord, fino ai  temperati a sud. Questa diversità di foresta offre rifugio a molte specie di piante e animali, comprese le specie in via di estinzione, come la tigre siberiana, il leopardo dell’Estremo Oriente, l’ orso del Himalayan e il cervo muschiato.

La regione di Amur Sakhalin ospita a più tipi di specie rispetto a qualsiasi altra foresta temperata del mondo. Come altre foreste, i boschi innevati della Russia asiatica è anche la casa dei popoli indigeni, come iNanai della regione di Khabarovsk.

6. In queste stesse latitudini, le foreste primariedel Nord Americae del Canada comprendono diversi tipi di boschi. Include la cintura foresta boreale che si estende tra Terranova e l’Alaska, le foreste pluviali temperate della costa dell’Alaska e del Canada Occidentale, e la moltitudine di aree residue di foresta temperata in regioni remote.

Insieme, queste foreste immagazzinano enormi quantità di carbonio, contribuendo a stabilizzare i cambiamenti climatici, e offrono un habitat a grandi mammiferi come l’orso grizzly, il puma e il lupo grigio, che in precedenza aveva occupato tutto il  continente.

In Canada, si stima che la Foresta Primaria fornisce l’habitat per circa due terzi delle 140.000 specie di piante, animali e microrganismi del paese.

Le Foreste Primarie del Nord America hanno inoltre fornito sostegno a migliaia di indiani, come gli Eyak e gli Chugach del sud-est dell’Alaska, e gli Hupa e Yurok del nord della California.

Dal Milione di aborigeni del Canada –First Nation, Inuit e Metis–, quasi l’80% vive sulle riserve e le comunità nelle foreste boreali e temperate che storicamente ha fornito il loro cibo e riparo, e fa parte del loro stile di vita.

7. Infine, il non meno importante, leultime ForestePrimarie d’Europa, rappresentano le poche estensioni di Foresta Primaria restante in Scandinavia con la foresta adiacente della Russia Europea –a ovest dei mon ti degli Urali–.

Queste foreste boreali rappresentano l’ultimo baluardo della intatta Foresta Primaria in Europa. Queste foreste hanno garantito la sopravvivenza di molte specie di piante e animali, tra cui orsi e rarità faunistiche come lo scoiattolo volante.

Queste foreste primarie boreali ospitano anche decine di migliaia di indiani. Gli allevatori di renne Sami, che vivono nella parte settentrionale della Svezia, Finlandia e Norvegia, nonché nella regione di Murmansk in Russia.

Le foreste mantengono anche le culture tradizionali dei Komi e Nenets –o Samoiedo– che abitano nella regione di Arkhangelsk e la Repubblica di Komi in Russia europea.

Lenin Cardozo, ambientalista venezuelano | ANCA24 – Hugo E. Méndez U., giornalista ambientalista venezuelano | ANCA24 Italia

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145 risposte a Le ultime sette foreste primarie

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