ZULIA: UN GRANDE STATO VERDE PER LA VITA E LA PACE

leninDiscorso in Sessione Solenne del Consiglio Legislativo dello Stato Zulia, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente. Relatore: Lenin Cardozo Parra, Autorità Ambientale Regionale 06/09/2014

42 anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha stabilito che ogni 5 giugno sarà dedicato a ricordare la responsabilità con la preservazione e la cura di tutto ciò che ci circonda e di cui facciamo parte.

L’ambiente, di cui equilibrio dipende la permanenza su questo pianeta di tutte le specie. In tale mondo di fauna, habitat, mari, fiumi, giungle, montagne si può dire –senza cercare di esagerare– che ai zuliani la natura ci ha assegnato un pezzo di cielo, un posto privilegiato come pochi al mondo. Oggi siamo qui per onorare al ambiente del nostro Stato Zulia: Il Grande Stato Parco di Venezuela!

Stiamo parlando che viviamo in un paradiso di 63.100 chilometri quadrati di terreno, di cui quasi 14.000 chilometri quadrati sono occupati dal Lago di Maracaibo e dei suoi 135 affluenti, tra i quali si evidenziano i fiumi: Limón, Catatumbo, Escalante, Palmar, Apón, Pueblo Viejo, Machango; grande è il nostro potenziale idrografico! Abbiamo bellissime isole: San Carlos, Zapara, Toas, Maraca, Providencia, Pescadores e Isla de Pájaros; c’è la magica regione desertica di Guajira guardando affaccia ai Caraibi, la Sierra di Perijá: la nostra grande riserva forestale, il Sud del Lago e la sua bellezza lussureggiante. Tutto lo abbiamo qui… Abbiamo tutto per essere felici!

È notevole la biodiversità che mostra il Zulia, dove sono identificate almeno 2.335 specie di fauna selvatica e di pesci d’acqua dolce. La flora è molto varia. Siamo nella terra del Mangle, il Cují e Cactus, ma anche il Cabimo, il Algarrobo, il Curarire, i Samanes, Ceibas, Semerucos, il Uvero de Playa, la Palma di Coco e ei Yacures, sono parte di quel Oro Verde che è il nostro patrimonio naturale. Se parliamo di paesaggi e attrazioni naturali, io sono d’accordo con la riflessione del Governatore Arias Cárdenas, quando in uno dei tour in bicicletta, vicino al fiume Limón, ha detto che “il Zulia è così carino che ovunque noi guardiamo ci sarà sempre da scoprire un bellissimo parco….”.

Ed è proprio la certezza e l’intenzione di scoprire il potenziale delle innumerevoli angoli della geografia regionale che ci fa pensare nel Zulia come il Grande Parco di Venezuela.

Abbiamo una straordinaria bellezza paesaggistica in ogni comune, in ogni città e negli dintorni ci sono luoghi da mozzafiato e meravigliosi… sono doni che ha la nostra regione.

Oggi abbiamo la possibilità di avvicinare questi tesori ai zuliani… grazie alla visione del Governo Regionale di inserire nella sua agenda di gestione le questioni ambientali e il ecoturismo come una strategia per la conservazione delle aree naturali e contribuire allo sviluppo economico della regione e della contemplazione di loro.

Queste idee per lo sviluppo integrale, avendo come fattore determinante la convivenza rispettosa con la natura, la troviamo riflessa e incorporate in una delle linee trasversali di questa gestione del governo regionale: Gli spazi per la vita e la pace.

Il primo passo in questa direzione è stata la difesa e l’apertura per i marabini dell’unico polmone verde che è stato lasciato alla città di Maracaibo: ciò che noi oggi chiamiamo parco eco-turistico Terra di Sogni in Capitano Chico, a Santa Rosa di Agua, 92 ettari di mangrovie rosse, che erano un tempo nascosti da montagne di spazzatura, e grazie ad uno sforzo della comunità, organizzazioni di volontariato, le istituzioni nazionali come la ICLAM e il Governo Regionale, è diventa una destinazione eco-turistica, in cui l’apprendimento e il divertimento vanno di pari passo… è stato il primo lavoro di gestione del Governatore.

In Capitano Chico, che è una comunità di Santa Rosa di Agua, vi è anche un’esperienza in cui l’ingegno sta vincendo la battaglia contro l’inquinamento di plastica che inonda le sue rive. Le bottiglie diventano mattoni resistenti, altamente durevole che contribuiscono alla costruzione di nuove case per la parrocchia Coquivacoa e il Comune di Mara, come parte della Grande Missione Casa Venezuela.

Nel Giardino di Zulia, il Consiglio di Ciruma del Comune di Miranda, è stato raggiunto, con il Consiglio della Comunità di Cardón, consolidare un vecchio sogno: il parco Ecoturístico Ojo de Agua El Cardón, Tempio di Cabimos e Carrubi, alberi che per la loro altezza sembrano toccare il cielo e che proteggono la foresta pluviale abitata da Scimmie Urlatrici, tartarughe, un sacco di uccelli e rettili, un luogo magico circondato da sorgenti ed è nostro, e sempre è stato lì. Fino a quel posto è venuto il Governatore Arias Cardenas con la sua impronta ecologica.

Quest’anno abbiamo consegnato tre nuovi parchi per il Zulia, Venezuela e il mondo: Las Cuevas del Saman, nel Comune di Jesús Enrique Lossada, che costituiscono il più grande sistema di grotte del paese, interconnesso lungo 18 chilometri e mezzo, e abitato da una grande colonia di guacharos.

Il Governatore, ha anche inaugurato come spazio di vita e di pace, il Rifugio di Dantas, all’interno della Riserva Forestale Burro Nero di Lagunillas, dove sono stati concepiti percorsi di interpretazione per che i visitatori abbiano la possibilità di apprezzare la foresta tropicale semi-aride e boschi cosi meraviglioso come i centenari di Ceibas Bianche o Majumbas con oltre 50 metri di altezza, tra gli altri.

Nel Rifugio Dantas gli esperti stanno classificando la flora e la fauna del luogo, già sono stati identificati almeno 70 tipi di uccelli, tra cui il Conoto Nero, la Pavita Hormiguera Comune e il Sangre di Toro Encendido. L’accesso a questi luoghi è un vero privilegio!

Recentemente il Governatore, ha aperto il Parco ecoturistico Il Guacuco, nella comunità di Nazareth, nel comune di Mara. Una foresta di mangrovie rossa e bianca per essere visitata attraverso un ampio ponte di legno che culmina alle rive del Lago… il Coquivacoa!

Il Rifugio della Fauna Selvatica Palude degli Olivitos, ei suoi bellissimi fenicotteri rosa, centinaia di uccelli e caimani migratori della costa, tra le molte altre specie, è stato un luogo sconosciuto fino a poco tempo da molti zuliani, oggi è una nuova meta di ecoturismo aperto dal Governo Regionale d’intesa con il Ministero dell’Ambiente; una porta aperta per la contemplazione e la conoscenza.

La Laguna della Macanilla, in Santa Rita, sarà in pochi mesi un posto per apprezzare la natura e la pratica degli sport acquatici. Un luogo di eccezionale bellezza, il cui potenziale come un eco-parco ci riempie di orgoglio. Stiamo riscoprendo il Zulia…!

Non si può concepire l’ammodernamento dello Stato e le sue città se non sono lasciati e creati spazi per la costruzione di parchi metropolitani come luoghi di ricreazione e tempo libero per le generazioni presenti e future.

A Maracaibo già abbiamo il primo, che serve d’ingresso alla città: il Parco Metropolitano Francisco Delgado. Un’oasi tra due città: Maracaibo e San Francisco, e nella sua seconda fase, già in fase di realizzazione, prevede la presenza di un bosco di flora autoctona di 7 ettari.

Abbiamo anche iniziato a lavorare su quello che noi chiamiamo Parco Metropolitano del Oeste “La Rinconada”, nella parrocchia di San Isidro, 120 ettari di ricezione per la futura crescita in quella zona della città.

Vogliamo centinaia di boschi per lo Stato, di cui 350 ettari che intendiamo piantare nel viale Lara-Zulia in onore di El Brillante, Rafael Urdaneta, già abbiamo iniziato con la creazione di 9000 alberi nel settore Monte Pio, nell’ambito della Giornata Nazionale delle Foreste, in occasione della Giornata dell’Albero. Alberi per ridurre gli effetti del clima presenti nella regione, boschi che purificano l’aria che respiriamo… rifugio sicuro per gli uccelli e altre specie animali… e che rappresentano il necessario ricongiungimento dei zuliani di città con la natura.

L’Istituto Autonomo Regionale dell’Ambiente fa anche un valido contributo e lavora con tenacia nel recupero della seconda fase del Paseo del Lago, il Boulevard Costanero di Cabimas, lo Zoo, il Giardino Botanico, tra le altre iniziative. A loro il nostro apprezzamento per lo sforzo.

Abbiamo anche la possibilità di sperimentare e vivere le nostre città attraverso le piste ciclabili.

Oggi abbiamo ciclisti entusiasti, pattinatori e camminatori nei Comuni di Maracaibo, Colón, Lagunillas e Jesus Enrique Lossada. E non stiamo solo scoprendo o costruendo nuove destinazioni turistiche; siamo anche connettando i cittadini con questi siti attraverso l’esperienza di percorsi ecoturistici che dirige CORZUTUR. Ogni Domenica durante i periodi di riposo, centinaia di zuliani e visitatori usano questo sistema moderno ed ecologico di trasporto.

E continuiamo aggiungendo: il circuito di ecolocande che si propone ZULIATUR. Attualmente, si trova in fase di costruzione nei comuni di Catatumbo, Miranda e Almirante Padilla, prendendo come presupposto la conservazione della natura in armonia con il turismo.

Lo stesso si sta lavorando negli impianti di infrastrutture portuali per stimolare l’economia attraverso l’ecoturismo regionale. Puerto Maroma, Concha, Santa Rosa, Encontrados, San Antonio, San José, Santa María, El Moján, Toas e il nuovo terminale lacustre di Maracaibo sono alcuni esempi.

Presto le sirene dei Los Bergantines, compagnia di navigazione dello stato, arriveranno ai loro porti, grazie alla superstrada del Lago di Maracaibo.

Nonostante il suo potenziale, nel Zulia le cifre di danno ambientale è alta: solo il 6% della copertura forestale originale rimane intatto. E in quel 6% rimanante delle foreste abita il 50% delle specie biologiche della regione. Stiamo parlando di uno spazio territoriale minore che nel presente occupa il comune di Jesús Enrique Lossada. Dove prima c’erano boschi e foreste oggi ci sono enclavi di bestiame, banane, piantagioni di Palma Africana e Malanga.

Il “conuquismo” degli sfollati colombiani nella Sierra de Perijá che impunemente bruciano e distruggeno gli ecosistemi e le deforestazioni per la raccolta illegale del legname, dove gli stabilimenti civili e militari hanno chiuso un’occhio, a causa della cattiva gestione ambientale prevalente, è stato il parte di guerra trovato. Per decenni abbiamo avuto rapita la Sierra di Perijá.

Da questa piattaforma possiamo garantire che queste pratiche ecocide nella Sierra de Perijá, con il governo di Arias Cárdenas hanno i giorni contati! Tali attacchi contro i boschi e foreste hanno anche portato alla scomparsa della fauna, che formano un ciclo di distruzione del paesaggio naturale.

Il piano ambientale per la regione intende fermare con fermezza queste violazioni. È urgente la riforestazione dei bacini idrografici, come il Fiume Limón e sottobacini: Cachirí, Guasare e Socuy.

Nel Socuy stiamo già avanzando; anche nel aree degradate intorno ai bacini, come quella di Machango dove l’obiettivo è quello di piantare alla fine della gestione 50.000 alberi.
Per questi sforzi abbiamo il sostegno e la partecipazione attiva del governo nazionale attraverso la società petrolifera di Stato e il Ministero dell’Ambiente in sinergia con il Governo Regionale.

Nella agenda verde del governo, il grande lago del Sud America, il Lago di Maracaibo, è il tema che dirige gli sforzi e le strategie per il suo potenziamento come serbatoio d’acqua dolce, dove fra non molto possiamo adattare le sue acque per il nostro consumo e per l’irrigazione.

Si sta lavorando per rimuovere in modo permanente gli elenchi annuali di spiagge adatte, perché meritiamo di tornare al lago dove tutte le spiagge erano sicure, libere da contaminazioni. E il Governo Regionale e il Ministero dell’Ambiente hanno fatto importanti investimenti attraverso il Piano Acqua, per il completamento e riabilitazione dei sistemi di trattamento e depurazione delle acque reflue.

Abbiamo strategie per minimizzare la sedimentazione che proviene dalle pendici delle Ande nel Sud del Lago, c’è bisogno di accordi di riforestazione congiunti con gli stati di Mérida, Táchira, Trujillo, e in questa direzione abbiamo un passo avanti con la creazione dei Consigli Tecnici dei bacino del fiume Escalante e del Sud del Lago; coí come la riunione dei governatori degli stati occidentali in questa materia non può aspettare.

La soluzione definitiva per il recupero del Lago di Maracaibo, parte della volontà politica e l’impegno per l’ambiente, qualità che ha questo Governo Regionale. A proposito del carbone, niente di ciò che significa l’approfondimento e l’impatto ambientale ereditati, sarà la nostra linea d’azione.

Il Piano Verde di Zulia si basa su un unico presupposto: lo sviluppo con la responsabilità ambientale di fronte alla tesi intenzionale e sottomessa dei supposti sviluppi sostenibili transnazionali. L’approccio del Governo Regionale è chiaro davanti allo sfruttamento della unica mina a cielo aperto autorizzata ed eredità.

Nel presente i paesi sviluppati comprano il nostro carbone, per la produzione della loro energia; il Zulia dovrebbe cercare nel medio termine l’indipendenza energetica, quindi, da qui che ci hannao dato il compito di valutare con l’ appena creato Comitato del Bacino del Fiume Limón, in linea di principio, non continuare ad esportare il carbone che rimane nella miniera Paso del Diablo e utilizzarlo nella produzione di energia interna, o spiegare gli argomenti tecnici ed economici per consigliare la chiusura definitiva dell’attività mineraria nello stato; disposti a cercare nuove fonti attraverso di energia alternativa.

Lo sfruttamento del petrolio è un altra delle questioni determinanti del Governo Regionale, così lo ha capito. Agire in modo proattivo e rispettosi della legge per che i processi operazionale continuino il loro corso, ma fuori delle contingenze, lo stato regionale richiede parità di impegno nel controllo delle perdite o sversamenti nel lago.

Il recupero del Lago di Maracaibo passa attraverso una strategia sistemica in cui tutti i soggetti coinvolti devono fare la loro parte e l’industria petrolifera, ora più che mai è impegnata ad aiutare a raggiungere questo grande obiettivo. Oltre alle segnalazioni ambientali preesistente nella regione, la conflittività politica ci ha portato ad un altro scenario: l’ecocidio crudele che ha sacrificato più di mille alberi nella città di Maracaibo. Il richiamo alla coscienza degli ambientalisti ci ha incoraggiato ad uscire ed esprimere noi stessi, per difendere alla Maracaibo ferita.

Le nostre voci impegnati risuonavanoin tutto il paese. Siamo diventati la spinta necessaria per convocare una grande marcia nazionale contro l’aggressione dell’ambiente come metodo di protesta; Chiediamo anche sanzioni contro l’impunità ambientale e abbiamo piantati nuovi alberi, centinaia di alberi. Quando un albero viene abbattuto, se ne va una vita e un protettore di molte specie.

Dalla gestione guidata dal onorevole Governatore hanno preso la seguente risoluzione: il disboscamento, la potature severe e caccia sportiva sono vietate in tutto il territorio zuliano. Tutte le specie hanno la loro finalità e il loro spazio ben meritato in questo stato, noi esseri umani non siamo quelli per ridurle o umiliarli. Ecco perché la tutela della nostra fauna selvatica è una priorità.

Non sono casuali le liberazioni delle specie di fauna selvatica nelle aree protette per facilitare la loro riproduzione e reinserimento nella loro habitat. Difendere il dono della vita fino al suo ultimo battito è il senso di tutto ambientalista e così lo capiamo ed esercitamo in questo governo. Sarebbe impensabile proporre un piano per la difesa dell’ambiente in Zulia se non abbiamo la concomitanza dei popoli originari della regione, le prime nazioni.

Ogni strategia a sviluppare cercarà prima il consenso con le varie comunità indigene coinvolte. Lavoreremmo basato sul rispetto assoluto della loro concezione del mondo.

Oggi celebriamo e onoriamo lo stato parco, il Zulia Verde… che questo onore sia permanente nelle nostre piccole e grandi azioni…, prendiamoci cura dei nostri suoli, fiumi, lago, …piantare alberi, riforestare, costruiamo le foreste, proteggiamo la nostra sorella fauna… essa sarà l’eredità per quei zulianos (umani e non umani) che stannp per arrivare…

Infine, dovuto al mio coinvolgimento come Autorità ambientale, ogni giorno ringrazio la vita per avermi permesso di essere parte del team Regionale e Nazionale in questa materia… se l’onorevole Governatore non mi avrebbe dato la possibilità, io non sarei stato Segretario di Infrastrutture ed ora Autorità Regionale di Ambiente.

Inoltre, ringrazio per essere stato il veicolo per promuovere questo spazio di pace e comprensione in cui gli ambientalisti coraggiosi possano esprimere le loro idee apertamente, perché le nostre differenze non possono mai essere al di sopra del benessere di Zulia.

Se vi è un tema che unisce tutti noi è l’ambiente, è il vero punto d’incontro. Apprezzo anche la fiducia che mi avete dato per porre le mie idee. Grazie Governatore Arias Cárdenas, grazie ministro Rodríguez, grazie Magdely! Il Zulia ha un piano verde, che sono sicuro che sarà un esempio per il Venezuela!!!

Relatore: Lenin Cardozo, ambientalista venezuelano | ANCA24
Tradotto da: Hugo E. Méndez U., giornalista ambientalista venezuelano | ANCA24 Italia

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